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mercoledì 28 settembre 2016

Struttura essenziale di un piano strategico di un Istituto Superiore

CAPITOLI ESSENZIALI


1) - Grado di successo e senso di esistenza di una scuola tecnica o professionale 

  a) Misurazione del successo universitario
  b) Misurazione del tasso di occupazione
  c) Grado di coerenza dell'occupazione con il percorso di studio
  d) Rapporto entrati/usciti
   
2) Orientamento in uscita

  a) Piano di orientamento universitario
  b) Raccordo con il mercato del lavoro

3) Didattica

 a) Due Dipartimenti: Umanistico e Tecnico professionale
 b) Discipline comuni ai due dipartimenti: DIRITTO e LINGUE STRANIERE
 c) Programmazione per temi umanistici e obiettivi tecnico-professionali misurabili,
     come fossero due sole discipline (abolizione programmi disciplinari e riunioni
     di materia)
 d) Scelta profili aziende, costituzione banca dati aziende e piano di
     lavoro per l'Alternanza scuola/lavoro
 e) Aule attrezzate anche per apprendimento laboratoriale
    (programmazione dipartimentale)

4) Orientamento in ingresso

 a) Lezioni per studenti delle scuole medie in Istituto e nella scuola di provenienza
 b) Somministrazione test di apprendimento relativo alle lezioni impartite e valutazione

5) Piano comunicazione

 a) Definizione dettagliata degli obiettivi in termini di successo lavorativo e universitario
 b) Descrizione metodologie didattiche utilizzate
 c) Descrizione quantitativa e qualitativa dettagliata dei risultati conseguiti


Domanda: E i progetti?
Risposta: sono accettati solo se congruenti e aggiungono valore al piano strategico in modo programmabile e misurabile nei risultati qualitativi e quantitativi.



lunedì 18 luglio 2016

INDIRE e Piano di miglioramento, ovvero autoreferenzialità 2.0

Ecco cosa scrive l'INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa)

Il DS e il nucleo di valutazione dovranno:
1) favorire e sostenere il coinvolgimento diretto di tutta la comunità scolastica, anche promuovendo momenti di incontro e di condivisione degli obiettivi e delle modalità operative dell’intero processo di miglioramento
2) valorizzare le risorse interne, individuando e responsabilizzando le competenze professionali più utili in relazione ai contenuti delle azioni previste nel PdM
3) incoraggiare la riflessione dell’intera comunità scolastica attraverso una progettazione delle azioni che introduca nuovi approcci al miglioramento scolastico, basati sulla condivisione di percorsi di innovazione
4) promuovere la conoscenza e la comunicazione anche pubblica del processo di miglioramento, prevenendo un approccio di chiusura autoreferenziale"

Le domande che mi pongo sono:

1) Chi misura i dati che segnano i passi in avanti? E il rapporto  di questi con il quadro complessivo di riferimento?
2) Se non ci sono dati qualitativi e quantitativi, indici di successo e insuccesso, su che base vengono fissati gli obiettivi di miglioramento?
3) I docenti saranno consultati sulla percezione dei risultati migliorativi?
4) Se i risultati delle azioni di miglioramento non vengono percepiti neppure da chi li dichiara, cosa succede?
5) Le famiglie si esprimono?
6) Gli studenti si esprimono?
7) I Dirigenti continuano a stare a vita negli stessi Istituti?


Dal futuro, mi aspetto le seguenti "attività migliorative" in relazione a quanto sopra dichiarato dall'INDIRE:
1) I Collegi Docenti saranno considerati lo strumento sempre valido che hanno "favorito e sostenuto il coinvolgimento diretto di tutta la comunità scolastica..." . Il ministero sa che molte scuole hanno cambiato nome ai consigli di materia? Oggi si chiamano Dipartimenti, in questo modo è stata fatta la riforma!!! Cambiando nome al vecchio.

2) I corsi sulla Privacy, sulla Sicurezza, sui diversamente abili saranno sufficienti dimostrazioni dell'ottemperanza alla valorizzate le risorse interne... Alla faccia dello studio delle diverse intelligenze, delle diverse modalità di apprendimento e, di conseguenza, delle diverse modalità di insegnamento.

3) La riflessione dell'intera comunità scolastica poi, le scuole l'hanno sempre fatta. E' una vita che gli Istituti riflettono! Riflettono così tanto che è difficile trovare nel POF/PTOF  progetti veramente nuovi.

4) Ogni scuola superiore promuove e comunica il processo di miglioramento ormai da anni. Infatti tutte hanno un sito WEB che comunica le materie, le ore, le figure professionali di riferimento, le competenze in uscita, i progetti migrati dal POF. Tutto rigorosamente fallito e riportato dal passato insieme ad elementi copiati dai Lineamenti per l'attuazione della riforma che non hanno minimamente riscontro sostanziale nell'erogazione del servizio di istruzione e formazione.